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SI E’ CONCLUSA LA CAMPAGNA DI SCAVO “DOMO 2018”

SI E’ CONCLUSA LA CAMPAGNA DI SCAVO “DOMO 2018”

Nelle parole del direttore scientifico Alfredo Guarino, un primo resoconto della Campagna di Ricerca Archeologica “Domo 2018” condotta tra Luglio ed Agosto a Bibbiena in località Domo/Castellare.

Alle attività di scavo, documentazione e lavoro sui materiali hanno partecipato studenti, professionisti e appassionati, coordinati dalla nostra equipe di archeologi.

Come ogni anno, un sincero ringraziamento al Comune di Bibbiena e al Museo Archeologico del Casentino per l’accoglienza e la disponibilità dimostrata.

RISULTATI “DOMO 2017”

RISULTATI “DOMO 2017”

CAMPAGNA DI RICERCA ARCHEOLOGICA ESTIVA “DOMO 2017”

SINTESI DEI RISULTATI

Le attività di ricerca archeologica si sono svolte dal 23 Luglio al 19 Agosto 2017 presso il complesso termale romano situato nella località di Domo (comune di Bibbiena, Arezzo), una delle più importanti realtà archeologiche del Casentino.

La campagna di scavo 2017 a Domo è stata imperniata su tre saggi distinti, tesi all’approfondimento di aree già parzialmente indagate negli anni precedenti e all’inizio delle indagini in aree nuove.

Il primo saggio è stato posizionato immediatamente a Nord dell’Ambiente 11 (ad Est del cd. “plesso Nord”), in corrispondenza dell’area – mai indagata – su cui si apre l’ingresso dell’ambiente.

Le indagini, che saranno ultimate nelle prossime campagne, hanno rivelato l’esistenza di una serie di battuti pavimentali posti a quote costanti ma di diversa tipologia (in terra mista a frammenti di laterizi e in tritume di laterizi), probabile indizio di sequenze di interventi di asportazione parziale e successivo ripristino.

La presenza di livelli pavimentali antistanti l’ambiente era ampiamente ipotizzabile, mentre l’attestazione di diversi interventi sui piani stessi è indice della possibile esistenza di diverse fasi di vita e, conseguentemente, di una certa ampiezza dell’arco di vita di frequentazione dell’area.

Scavo archeologico Domo 2017

Livelli pavimentali nel saggio a Nord dell’Ambiente 11.

Il secondo saggio è stato posizionato nell’area a Nord delle “Grandi Terme” e ad Est del “plesso Nord”, a completamento delle indagini (già iniziate nel 2016 con lo scavo dell’ambiente 14) del delicato punto di contatto tra i due più grandi plessi edificati fin qui identificati nel sito.

Lo scavo ha rivelato, tra l’altro, la presenza di una grande fossa colmata da cenere e carbone, posta in corrispondenza del varco d’accesso all’ipocausto delle terme ed il cui riempimento appoggiava ai muri del “plesso Nord”. Ciò sembrerebbe implicare che il “plesso Nord” stesso fosse già esistente durante il periodo di vita delle terme, e tale fattore riveste una notevole importanza, ponendo mente al fatto che le due strutture sono state stratigraficamente isolate dalle trincee degli anni ’80.

Notevole interesse riveste anche il rinvenimento di un muro non pertinente a nessuno dei due grandi plessi e forse indice dell’inizio di un’altra nuova struttura.

Scavo archeologico Domo 2017

Saggio a Nord delle “Grandi Terme”.

Il terzo saggio è stato invece posizionato in corrispondenza degli Ambienti 15 e 16, a prosecuzione delle indagini della campagna precedente.

L’area presenta una serie di ambienti pertinenti alla prima fase di vita del sito, poi rasati e probabilmente trasformati in un’area aperta in occasione della strutturazione del complesso termale.

Le indagini hanno permesso di identificare ulteriori ambienti posti ad Ovest, quanto rimane dei piani pavimentali originari, gli interventi di scasso antichi e la strutturazione del piano di calpestio della nuova area all’aperto.

Sono state inoltre identificate ulteriori tracce di frequentazione di età medioevale negli strati di abbandono delle strutture romane (piccole buche circolari, probabilmente riferibili a coltivazioni).

Particolarmente rilevante risulta l’acciottolato identificato nell’Ambiente 15: un piano regolare ottenuto con ciottoli piantati obliquamente e che probabilmente fungeva da basamento/vespaio al pavimento vero e proprio dell’ambiente.

Le indagini risultano ultimate nell’Ambiente 15 e da proseguire negli altri.

Scavo Archeologico Domo 2017

Terzo Saggio: acciottolato nell’Ambiente 15.

Da sottolineare il rinvenimento di numerosi frammenti di tegole e coppi, in gran parte ricomponibili, dagli strati pavimentali degli ambienti 15 e 16; di un frammento di orlo di dolio con bollo dall’acciottolato dell’ambiente 15 e di diversi frammenti del piano forato di una fornace reimpiegati in strutture murarie dell’ambiente 16.

Esempio di frammenti di tegole e coppi dagli ambienti 15 e 16

Esempio di frammenti di tegole e coppi dagli ambienti 15 e 16.

Frammento di orlo di dolio con bollo dall’acciottolato dell’ambiente 15

Frammento di orlo di dolio con bollo dall’acciottolato dell’ambiente 15.

RISULTATI “DOMO 2016”

RISULTATI “DOMO 2016”

La campagna di scavo condotta da Archeodomani in località Domo (Bibbiena, Ar) nel periodo compreso tra il 25 Luglio ed il 20 Agosto 2016, è stata contemporaneamente impostata sulla parziale riapertura di aree già indagate nelle campagne precedenti e sull’indagine di nuovi settori. Si è proceduto, infatti, a delimitare due aree di intervento, per ultimare le indagini nell’ambiente 13 e per indagare un’area nuova (situata a Sud del Plesso Nord e ad Ovest delle Grandi Terme). Le fasi iniziali di apertura e quella di reinterro finale sono state realizzate con l’ausilio del mezzo meccanico.

Ambiente 13

Scopi del saggio erano: il completamento dell’indagine dell’ambiente, la perimetrazione definitiva degli interventi degli anni ’80, l’analisi dei terreni all’interno dei quali erano stati edificati i muri dell’ambiente, una prima indagine dell’area a Nord dell’ambiente.

Le precedenti indagini avevano rivelato la presenza di ampi scassi attuati nel corso degli scavi realizzati negli anni ’80 e avevano permesso di porre in luce all’interno dell’ambiente sia singoli affioramenti di strati sterili naturali, sia punti con colonne stratigrafiche di profondità sensibilmente maggiore. La definitiva conferma della presenza di due ingressi verso Nord ha, infine, spinto ad una prima indagine dell’area immediatamente a Nord dell’ambiente stesso.

Le indagini della campagna 2016 hanno permesso di perimetrare la larga trincea centrale frutto degli interventi degli anni ’80, e di indagare le restanti stratigrafie connesse all’ambiente, individuandone i piani pavimentali e gli strati precedenti l’edificazione dello stesso, all’interno dei quali sono messi in opera i muri perimetrali.

A riguardo, si è potuta constatare l’esistenza di potenti strati archeologici precedenti l’edificazione dell’ambiente sulla cui natura permangono ancora dubbi: se si tratti di grandi colmate di pareggiamento preliminari all’edificazione dei muri o di elementi pertinenti ad una vera e propria fase autonoma precedente l’ambiente. La presenza di alcuni tagli all’interno di tali strati farebbe propendere per la seconda ipotesi.

Scavo Archeologico Domo Archeodomani Bibbiena Arezzo 2016

Per quanto concerne l’area subito a Nord dell’ambiente, è stato individuato un piano pavimentale in frammenti di laterizi, che si sviluppa oltre i limiti di saggio verso Ovest, Nord ed Est.

Scavo Archeologico Domo Archeodomani Bibbiena Arezzo 2016/2

Area ad Ovest delle Grandi Terme

L’area in esame era già stata sfiorata in precedenti campagne. Nelle attività comprese tra il 2011 ed il 2014, infatti, durante le indagini relative ai settori delle Grandi Terme e del Plesso Nord, erano state poste in luce, sui limiti dei saggi, creste e testate di muri, tracce di stratigrafia orizzontale, cavità e le trincee degli anni ’80 poste lungo i muri esterni degli ambienti termali.

In base a tali dati si è quindi deciso di localizzare un saggio nell’area tra i due plessi per indagare più organicamente tali presenze. I primi risultati di questa campagna hanno permesso la scoperta di una serie di ambienti apparentemente caratterizzati da un’insospettata complessità di articolazioni e fasi di vita. Molto interessanti, poi, le tracce finali, probabilmente di attività agricole, collegabili alla immediata fase postclassica.

Si registra la presenza di due ambienti forse di uguale conformazione ed estensione che si susseguono da Nord a Sud, posti immediatamente ad Ovest delle Terme ed in appoggio ad esse.

fig. 3

fig. 4

L’appoggio dei muri (e quindi la posteriorità degli ambienti) si verifica non con le terme vere e proprie ma con i muri relativi alla prima fase di quel plesso. I raddoppi dei muri che segnalano invece la rifunzionalizzazione dell’area come complesso termale risultano coprire i setti murari dei nuovi ambienti messi in luce nel 2016.

L’ambiente Nord sembrerebbe avere un ingresso sul lato Ovest; l’ambiente Sud, più dubitativamente, sembrerebbe avere un varco sul lato Nord (che si aprirebbe quindi nel primo ambiente). Allo stato attuale, lungo il limite Ovest dei due ambienti si nota la proiezione di un ulteriore muro (posto in appoggio ai primi), ed all’interno alcune singole strutture murarie individuate potrebbero corrispondere a basamenti.

Il muro Nord (dell’ambiente Nord) e quello Sud del plesso vicino sembrano formare una sorta di piccolo corridoio.

Scavo Archeologico Domo Archeodomani Bibbiena Arezzo 2016/5

Se questa appare la situazione iniziale, l’area sembrerebbe aver ricevuto sostanziali modifiche in un secondo momento. Il muro Nord dell’ambiente Nord sembrerebbe rasato e solo parzialmente ripristinato con un filare di grossi ciottoloni che probabilmente non si sviluppavano in altezza: il risultato sembrerebbe consistere in una sorta di bordura affiorante dai piani pavimentali a delimitare parte di uno spazio all’aperto.

Scavo Archeologico Domo Archeodomani Bibbiena Arezzo 2016/6

Analoga complessità è riscontrabile in quanto fin ora indagato dei piani pavimentali. Composti da battuti in terra, da frammenti di laterizi o da schegge litiche e ciottoli, se ne riconoscono almeno due all’interno dell’ambiente Nord (inframmezzati da singoli interventi di scasso e ripristino più circoscritti), mentre all’interno del piccolo corridoio si registrano sequenze più complesse, con piani iniziali quasi completamente asportati a formare una sorta di scivolo inclinato verso Est e successivamente di nuovo ripristinato in piano.

Presso il lato Est del corridoio – nel punto di maggiore profondità raggiunto dallo scavo – è risultata chiara la presenza di stratigrafie archeologiche più antiche di buona parte dei muri pertinenti alle varie fasi edilizie attestate in quel punto.

Negli strati di obliterazione di quest’area sono state infine identificate chiare tracce di interventi postclassici, consistenti in una sorta di trincea poco profonda ed in circa 170 piccole buche forse pertinenti a lavorazioni agricole, tutte caratterizzate dal tipico riempimento di terreno giallastro che ha fin qui segnalato univocamente e senza eccezioni gli interventi di tale periodo.

Tra i materiali rinvenuti si segnalano:

  • Elementi metallici (un anello digitale integro ma frammentario; elementi frammentari di una catena in ferro; un elemento in bronzo forse riferibile a finimenti; una borchia e due anelli bronzei), un frammento di tegola con bollo CIAIMIPI, frammenti di sigillata italica con bollo (2 riferibili alla bottega di ANNIVS), una punta di freccia in selce.

Scavo Archeologico Domo Archeodomani Bibbiena Arezzo 2016/7

Scavo Archeologico Domo Archeodomani Bibbiena Arezzo 2016/8

RISULTATI “DOMO” 2015

RISULTATI “DOMO” 2015

Sabato 22 Agosto 2015 si è conclusa la Campagna di Ricerca Archeologica Estiva realizzata da Archeodomani in località Castellare (Bibbiena, Ar) sul sito del “Domo”. Anche questo anno i lavori  si sono svolti con la preziosa collaborazione del Comune di Bibbiena e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana (funzionario incaricato dott.ssa Ursula Wierer). Gli studenti ed gli  appassionati, provenienti da tutta Italia, nel corso delle quattro settimane che hanno composto la Campagna di Ricerca Archeologica hanno partecipato a tutte le fasi delle attività (scavo, rilievo, documentazione) con la direzione scientifica del dott. Alfredo Guarino e le indicazioni della nostra equipe di archeologi.

LO SCAVO. La campagna di scavo è stata focalizzata sull’approfondimento delle aree individuate nell’anno precedente. In particolare sono stati riaperti l’ambiente 13, il cosiddetto “corridoio” e l’ambiente 12. Le indagini hanno permesso di riconoscere ulteriori elementi della villa, di focalizzare momenti di ripensamento e di riarticolazione dei vani e, probabilmente, di individuare livelli forse precedenti all’impianto di alcuni ambienti della villa.

AMBIENTE 13. La stratigrafia dell’ambiente 13, fortemente intaccata nell’area centrale da piccoli saggi e da una trincea realizzata durante gli scavi effettuati negli anni ’80, ha restituito un complesso di buche colmate in antico da materiali provenienti dalla demolizione di una fornace, tale colmata è probabilmente propedeutica all’impianto dei muri e della pavimentazione dell’ambiente, che defunzionalizzano anche una canaletta in coppi di terracotta. Il vano viene poi successivamente ristrutturato mediante l’edificazione di un curioso setto murario obliquo (primo caso tra i muri della villa), e, forse, con la chiusura di un preesistente varco verso Nord.

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Tra i rinvenimenti da questo ambiente, un anello in bronzo ed un peso da telaio.

Anello in bronzo

Anello in bronzo

Peso da telaio

Peso da telaio

DSC_00183073CORRIDOIO. Nel cosiddetto “corridoio”, è stata asportata un’ulteriore porzione dello strato di abbandono, mettendo in luce la pavimentazione sottostante in frammenti di laterizi. Si conferma l’assenza di muri di chiusura verso Sud, e quindi la più che probabile funzione di passaggio tra due aree aperte. Presso il muro Ovest, un apprestamento di elementi litici più leggero e leggermente sporgente dal filo del muro, e provvisto di una cavità centrale, ha fatto pensare all’alloggiamento di un cardine.

Tra i rinvenimenti di quest’area, un fr. di sigillata italica con un’immagine femminile.

Frammento di sigillata italica con immagine femminile

Frammento di sigillata italica con immagine femminile

AMBIENTE 12. Nell’ambiente 12 sono state asportate le unità stratigrafiche relative ai pavimenti in frammenti di tegole ed agli strati di preparazione sottostanti. Anche in questi caso è stata riscontrata la presenza di numerosi elementi provenienti dalla demolizione di fornaci. Le stratigrafie messe in luce al di sotto hanno fatto pensare ad un più antico pavimento, ma almeno in un punto è stata posta in luce la fondazione di uno dei muri dell’ambiente. Sebbene il dato sia valido per quel solo singolo muro (e per di più un piccolo muro che separa i due accessi all’ambiente e quindi potenzialmente anch’esso una ristrutturazione), almeno in un punto vi è la possibilità che queste nuove stratigrafie siano precedenti all’impianto di questo plesso della villa.

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Da quest’area proviene un fr. di lucerna con bollo AGILIS.

Frammento di lucerna con bollo "Agilis"

Frammento di lucerna con bollo “Agilis”

INFORMAZIONI: dott. Lorenzo Dell’Aquila (coordinatore del progetto) – cell.+393397786192, email: archeodomani@gmail.com.

RISULTATI “DOMO” 2014

RISULTATI “DOMO” 2014

Sabato 16 Agosto si è conclusa la Campagna di Ricerca Archeologica Estiva che, ormai da anni, Archeodomani realizza sul sito del “Domo” in località Castellare (Bibbiena, Ar), con la preziosa collaborazione del Comune di Bibbiena e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, nella persona del dott. Luca Fedeli. Studenti ed appassionati, provenienti da tutta Italia, sotto la direzione del dott. Alfredo Guarino, hanno preso parte con interesse e passione alle diverse fasi che compongono le attività di ricerca archeologica, dallo scavo al rilievo, alla documentazione ed al lavoro sui materiali.

Le indagini hanno portato alla scoperta di un nuovo plesso del sito (orientato, con qualche approssimazione, ortogonalmente al plesso delle Grandi Terme e posizionato a brevissima distanza dalle stesse), articolato in una sequenza di almeno tre ambienti allineati con uno sviluppo complessivo di circa 30 m.

il cantiere con tutte le strutture portate in luce

il cantiere con tutte le strutture portate in luce

Nel suo insieme, rispetto al già grande impianto termale maggiore, le nuove strutture formano un complesso più esteso, con muri leggermente più grandi ed ambienti di metratura pari o maggiore. Rispetto ai pavimenti in cocciopesto di molti degli ambienti termali, le pavimentazioni dei nuovi ambienti appaiono però più povere, costituite per lo più da frammenti di laterizi costipati e livellati (a riguardo, però, è necessario precisare che in nessun ambiente l’indagine è del tutto conclusa e, sebbene improbabile, vi è comunque ancora la possibilità di diversi pavimenti sovrapposti.

Ambiente centrale: struttura riconducibile ad un elemento funzionale alla cottura

Ambiente centrale: struttura riconducibile ad un elemento funzionale alla cottura

L’ambiente est risulta esteso per circa 7,2 x 5 m. Appena sfiorato dalle campagne degli anni ’80, e parzialmente indagato già nel 2013, presenta un apertura verso N, ed una complessa storia di interventi (scassi e ripristini) al suo interno. L’ambiente centrale si estende per circa 10 x 5 m. Si caratterizza per una struttura nell’angolo SW, con ogni probabilità riferibile ad un focolare, e per una doppia apertura verso N, alla quale, in un secondo momento, fanno forse da pendant due aperture speculari sul muro S. Anche in questo caso vi sono segni evidenti di interventi successivi all’impianto originario, con scassi e rifacimenti del piano pavimentale. I due ambienti citati, che hanno tra loro un muro in comune, sembrano invece separati, da una sorta di corridoio largo circa 3/3,5 m., da un terzo ambiente le cui dimensioni attestate sono di circa 8 x 5 m. Quest’ultimo ambiente è stato negli anni ’80 sicuramente oggetto di indagini non documentate. Lo scavo è stato limitato, per quest’anno, alla sola messa in luce del perimetro, e ciò ha permesso di notare come il lato N sia in realtà composto da due murazioni, separate da una brevissima cesura, una della quali risulta realizzata una con una tecnica non altrimenti attestata nel sito.

Il "corridoio" tra l’ambiente est e quello centrale.

Il “corridoio” tra l’ambiente est e quello centrale.

Il lato S dei muri che compongono il “corridoio” presentano delle proiezioni che proseguono oltre i limiti di scavo, possibile testimonianza di altri ambienti che saranno oggetto di indagine nelle campagne future.

Sono da considerare di notevole interesse anche i rinvenimenti mobili.

Statuetta votiva in bronzo

Statuetta votiva in bronzo

Oltre alla gran quantità di frammenti di ceramica e vetro, si segnalano, innanzitutto, il ritrovamento di un bronzetto votivo, raffigurante una figura maschile nuda, stante e ben ponderata; elementi bronzei pertinenti ad ornamenti o parti di vestiario; uno spillone e un anello integro. 

Numerose anche le monete bronzee, di cui alcune ben leggibili. Di particolare importanza il ritrovamento di una moneta dell’imperatore Commodo, databile al 178 e proveniente da uno dei piani pavimentali e di una dell’imperatore Probo (276-282) proveniente dagli strati di distruzione ed abbandono. Da sottolineare anche la notevole quantità di frammenti di piombo, di cui alcuni relativi a supporti.

Particolare rarità ha infine il rinvenimento di alcune parti strutturali dell’elevato di una fornace unitamente alla grande presenza di scarti di cottura.

Frammento di fornace

Frammento di fornace

Le strutture portate in luce rappresentano una novità assoluta, ma pongono anche numerose domande.

Difficile, innanzitutto, proporre una inequivocabile interpretazione degli ambienti. La connessione topografica con l’impianto termale è chiara (i due plessi formano quasi un angolo retto), ma gli ingressi del nuovo plesso si rivolgono verso il lato opposto, i pavimenti sembrano meno accurati e la presenza di un focolare indirizza maggiormente verso aree residenziali.

L’interpretazione viene poi complicata dalla quasi certa esistenza di diverse fasi di vita degli ambienti, che potrebbero comportare anche radicali cambi di destinazione d’uso.

In ultima analisi, infine, non può dirsi matematicamente certa la contemporaneità delle due strutture (a causa degli interventi realizzati negli anni ’80 non si dispone né di chiari dati cronologici né di connessioni stratigrafiche relativi alle terme). Il posizionamento reciproco dei due plessi sembra suggerire l’esistenza di uno spazio aperto delimitato dalle strutture stesse, ma il posizionarsi verso N degli ingressi sembrerebbe presupporre un secondo spazio aperto anche in quella direzione.

E’ incerto, poi, se l’esistenza di scarichi di fornace e di parti strutturali delle stesse sia da collegare alle fornaci poste in luce nel 2013 o se siano da riferire a nuove strutture da localizzare nelle immediate vicinanze e di cui grossi elementi di argilla di ipercotta potrebbero essere traccia

Anche in queste nuove aree, infine, sono state rinvenute modeste (ma certe) tracce di attività collegabili ad un orizzonte cronologico probabilmente alto medioevale e sicuramente post classico. Si tratta di regolari buche rettangolari, con un tipico riempimento giallastro, che in qualche caso incidono muri di età romana. Se il dato fosse confermato attesterebbe una ulteriore fase di vita del sito.

INFORMAZIONI: dott. Lorenzo Dell’Aquila (coordinatore del progetto) – cell.+393397786192, email: archeodomani@gmail.com.

RISULTATI “DOMO” 2013

RISULTATI “DOMO” 2013

Dal 21 Luglio al 17 Agosto 2013, nel territorio del Comune di Bibbiena (Arezzo), Archeodomani ha realizzato la VII Campagna di Ricerca Archeologica Estiva in una delle più importanti realtà archeologiche del Casentino, il sito di “Domo”. Alle attivita’ di ricerca hanno preso parte oltre 80 partecipanti (studenti universitari e appassionati di archeologia di tutta Italia), molti dei quali alla prima esperienza di scavo.

La campagna di scavo 2013 ha fornito dati interessanti per una migliore definizione delle caratteristiche del sito e del suo inquadramento cronologico. I saggi di scavo sono stati posizionati per la quasi totalità su aree non indagate negli anni ’80 (quando ad occuparsi dei primi interventi erano stati i volontari del locale Gruppo Archeologico), quasi tutte limitrofe al complesso delle cosiddette “Grandi Terme”. In ognuno dei 4 punti di intervento si sono raggiunti risultati significativi. I 2 saggi posizionati a Nord e a Nord-Ovest delle “Grandi Terme” hanno permesso il definitivo riconoscimento di un nuovo plesso costruttivo contiguo a quello precedentemente indagato. La potenza dei muri e le dimensioni della struttura fanno pensare ad un complesso di pari importanza a quello delle “Grandi Terme”.

I due plessi sembrano organizzati ad “L”, probabilmente entrambi affacciati su uno spazio aperto. Il saggio realizzato ad Ovest delle “Grandi Terme” ha confermato la presenza di una serie di strutture murarie tagliate dall’impianto del complesso termale, indice di una storia del sito complessa, all’interno della quale il grande impianto delle terme non rappresenta che un momento intermedio. Il saggio a Sud ha svelato la presenza di un quartiere produttivo, grazie alla scoperta di due fornaci per la cottura di laterizi e di ceramiche. Il complesso appare successivo alle terme ( indice quindi di una rifunzionalizzazione dell’area) e le fornaci stesse sembrano in reciproca sequenza, a possibile testimonianza di una durata non puntuale dell’attività produttiva.

Inoltre i saggi ad Ovest e a Nord-Ovest, grazie all’asportazione di parte delle stratigrafie nelle quali risultavano tagliati i muri delle terme e del nuovo plesso, hanno restituito materiali datanti (tra cui numerosi frammenti di sigillata italica) che permetteranno la puntualizzazione di alcuni capisaldi cronologici per datare le fasi costruttive del sito.

Il lavoro, diretto dal dott. Alfredo Guarino, si è svolto, in regime di concessione di scavo, sotto l’egida della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana (funzionario incaricato dott. Luca Fedeli) e la collaborazione del Comune di Bibbiena nella persona del Vicesindaco e Assessore alla Cultura Luca Conticini. Un particolare ringraziamento, per l’importante lavoro svolto e per la passione dimostrata, va ai nostri responsabili di saggio Fabio, Elisa, Simone, Fabiana e Francesca.

 

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